ORIENTERING

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ORIENTERING

Messaggio  peppoluong il Mer Gen 07, 2009 11:10 pm

Spesso si parla di "orientamento per mezzo dell'orologio", ma non tutti sanno come procedere in questa semplicissima operazione, che puo' essere ben utile in campagna, nelle escursioni, nella nautica minore.

Diciamo subito che con questo tipo di procedure non si puo' ottenere la stessa precisione offerta da una buona bussola, ma bisogna tener conto che in mancanza di bussola un'idea anche approssimata di dove sia il NORD puo' essere opportuna e talvolta anche molto importante.

L'operazione, veramente elementare, e' schematizzata nella fig. 1
http://i68.servimg.com/u/f68/13/18/97/33/art6fi11.gifed e' valida per i comuni quadranti con 12 ore.
Si divida per 2 l'ora che si ha al momento della misura e si individui sul quadrante dell'orologio il raggio che passa per questa ora dimezzata. Ad esempio, se l'orologio segna le 10h, si prenda il raggio delle 5h, alle 17h si prenda quello a meta' fra le 7h e le 8h, alle 13h10m quello che sulla scala delle ore rappresenta le 6h35m (tutto sommato se non si ha fretta conviene aspettare l'ora intera).
Tenendo poi il quadrante orizzontale, lo si ruoti sino a che l'ora dimezzata cosi' trovata punti in direzione del Sole, cioe' verso il punto dell'orizzonte in cui si proietta verticalmente il sole; in questa posizione, l'ora 12 del quadrante indica il punto cardinale NORD e tutto l'orientamento dell'orizzonte discende in conseguenza.
I conoscitori di cosmografia obbietteranno che la regola descritta e' inesatta, ed hanno ragione. Infatti procedendo come indicato si contano le ore sull'orizzonte anziche' sull'equatore come sarebbe corretto; la regola diviene esatta solo andando al Polo Nord, dove orizzonte ed equatore coincidono!
Pero' possiamo dire che, senza andare cosi' lontano anche nelle nostre regioni il risultato che otteniamo, pur essendo impreciso, e' sufficientemente approssimato per lo scopo che si vuol raggiungere, cioe' per avere un'idea della direzione del NORD.
Se pero' volessimo ridurre l'inesattezza che la regola comporta e quindi procedere con maggior precisione, potremmo completare l'operazione nel seguente modo (fig. 2).
http://i68.servimg.com/u/f68/13/18/97/33/art6fi12.gif

Ottenuto il NORD approssimato come appena detto, anziche' tenere l'orologio orizzontale lo si inclini ruotandolo intorno al diametro 3h-9h, abbassando il 12 e alzando il 6, grosso modo di tanto quanto e' all'incirca la colatitudine del luogo (complemento a 90 gradi della latitudine); in questo modo si fa assumere al quadrante la funzione di equatore. Quindi si aggiusti la posizione dell'orologio ruotando il diametro 3h-9h sul piano orizzontale in modo da portare l'ora dimezzata in direzione prossima a quella del Sole; in questa posizione l'ora 12 punta sul meridiano celeste, e portandola verticalmente sull'orizzonte si ottiene il NORD geografico, che fissa l'orientamento cercato.
Si noti che operando in questo modo il Sole di massima rimarra' un po' sopra o sotto il piano del quadrante, in dipendenza della sua declinazione, cioe' della sua distanza in cielo dall'equatore.

Avvertenza molto importante e' che il Sole non deve mai essere guardato a occhio nudo; poiche' con questa regola puo' essere necessario dargli uno sguardo, e' necessario servirsi di un pezzo di vetro fortemente colorato. In alternativa si puo' disporre al centro dell'orologio una piccola asticella, come uno stecchino, disposta piu' o meno verticale o perpendicolare al quadrante, e servirsi della sua ombra per stabilire la direzione del Sole senza guardarlo.
La complicazione di questa procedura forse puo' non compensare la maggiore precisione, ma secondo me vale sempre la pena di tentarla.

A questo punto gli esperti possono intervenire nuovamente per dire che la procedura e' ancora inesatta perche' noi usiamo l'ora civile dell'orologio come se fosse ora solare; e anche stavolta avrebbero ragione. Infatti i due tipi di ora differiscono per l'equazione del tempo e per la correzione-fuso.
Peraltro, considerato lo scopo che vogliamo raggiungere con questa ricerca approssimata dell'orientamento, diciamo che l'equazione del tempo, variabile entro il limite di 15 minuti, puo' essere trascurata del tutto, commettendo nella direzione del NORD un accettabile errore sempre inferiore ai 4 gradi.
Per tener conto della correzione-fuso, prima di dimezzare l'ora bisognerebbe correggerla di tante volte 4 minuti quanti sono i gradi di longitudine che separano il nostro luogo dal meridiano 15 gradi Est, meridiano centrale del fuso orario in cui si trova l'Italia (togliere a Ovest, aggiungere a Est); in pratica per il nostro scopo anche questa correzione si puo' trascurare su tutto il territorio italiano, salvo forse nelle estreme zone occidentali di Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, dove circa 30 minuti di correzione-fuso possono implicare scarti intorno ai 7\8 gradi nella direzione del NORD. In mare naturalmente bisognera' regolarsi in base alla propria posizione, sia pure largamente approssimativa.

Infine, per evitare errori grossolani sara' bene ricordare che in primavera e in estate, quando e' in vigore l'ora legale, bisogna togliere 1h all'ora dell'orologio prima di servirsene per ricercare il NORD.

In conclusione e sintesi, per trovare l'orientamento con l'orologio basta dimezzare l'ora del momento e quindi:

- normalmente tenere l'orologio orizzontale e puntare in direzione del Sole l'ora dimezzata; l'ora 12 del quadrante indichera' il NORD;

- per maggiore precisione, inclinare il quadrante verso il Nord approssimato di tanto quanto e' la colatitudine locale; ruotando orizzontalmente il diametro 3h-9h cercare di puntare direttamente al Sole l'ora dimezzata; riportare all'orizzonte la direzione delle 12h, che indichera' il NORD;

- sull'ora dell'orologio trascurare l'equazione del tempo; tener conto della correzione-fuso solo se supera i 20\30 minuti e si vuole una particolare precisione.

Usando questo "principio gnomonico", una ulteriore evoluzione potrebbe essere attuata dai costruttori di orologi (che ne abbiano voglia).


Sulla cassa di un normale orologio meccanico (anche graduato 0h-12h) in un qualsiasi punto della circonferenza oraria si innesta a cerniera (fig. 3) un cerchio numerato in senso orario da 0h a 24h, con il 12h nel punto della cerniera; questo cerchio rappresenta l'equatore (in pratica bastera' inserire le ore dalle 4 alle 20, ore estreme di sorgere e tramonto).
Sulla circonferenza marginale dell'orologio-base, che rappresenta l'orizzonte, si dispone la "rosa dei venti" con il Nord sul punto della cerniera, e gli altri punti cardinali in successione sulla circonferenza in senso orario. Una bolla-livella su questa cassa puo' servire per tenere orizzontale la rosa dei venti.
Al centro del cerchio equatoriale si innesta perpendicolarmente, sopra e sotto, un pioletto ripiegabile (lungo circa la meta' del raggio del cerchio) la cui ombra serve a evidenziare la direzione del Sole rispetto all'equatore.

Si e' ottenuta cosi' una vera e propria bussola-solare, simile a quella usata come riserva dai bombardieri strategici della seconda guerra mondiale.
Per usare questa bussola, anzitutto si legge l'ora civile segnata dall'orologio meccanico di base ("ora media del fuso") e la si trasforma in "ora solare", applicando all'ora media del fuso segnata dall'orologio meccanico le due correzioni:
- "l'equazione del tempo", variabile con la data circa tra +15m e -15m;
- "la correzione-fuso", normalmente variabile tra +30m e -30m, al ritmo di 4m per ogni grado di scarto della longitudine locale rispetto alla longitudine del meridiano centrale del fuso, negativa a Ovest e positiva a Est (in Italia puo' variare tra -32m all'estremo Piemonte e +16m all'estremo della Puglia).
Disponendo dell'"ora solare" del momento, per usare la bussola si solleva il cerchio equatoriale con le ore sino a che formi con l'orologio meccanico di base un angolo uguale alla colatitudine locale (90 gradi - latitudine); quindi, tenendo la base (orologio meccanico) ben orizzontale, si ruota tutto lo strumento sino a che l'ombra del pioletto centrale dell'equatore passi per l'"ora solare" del momento segnata sul cerchio equatoriale.
In questo assetto dello strumento la direzione del Nord segnata sulla base indica esattamente il Nord geografico e tutta la "rosa dei venti" orizzontale rappresenta la corretta suddivisione azimutale dell'orizzonte.

Per comodita' dei lettori italiani si riportano di seguito le tabelle delle due correzioni (equazione del tempo per tutto l'anno e correzione-fuso per l'Italia) per passare dall'ora civile all'ora solare, da usare con questa bussola solare.
Le approssimazioni delle sue tabelle sono compatibili con la procedura indicata in queste note.

EQUAZIONE DEL TEMPO
Correzione per passare da ora media a ora solare in funzione della data

Data: da a Correzione (minuti)
---------------------- -------------------
1 gen 11 gen - 5
12 gen 26 gen - 10
27 gen 28 feb - 15
1 mar 21 mar - 10
22 mar 6 apr - 5
7 apr 28 apr 0
29 apr 31 mag + 5
1 giu 25 giu 0
26 giu 24 ago - 5
25 ago 9 set 0
10 set 23 set + 5
24 set 9 ott + 10
10 ott 27 nov + 15
28 nov 10 dic + 10
11 dic 20 dic + 5
21 dic 31 dic 0


CORREZIONE-FUSO
Da apportare per passare dall'ora media del fuso all'ora solare
in funzione della longitudine (per l'Italia, fuso 1 Est)

Longitudine Est Correzione (minuti)
--------------- -------------------
7 gradi - 32
8 - 28
9 - 24
10 - 20
11 - 16
12 - 12
13 - 8
14 - 4
15 0
16 + 4
17 + 8
18 + 12
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Re: ORIENTERING

Messaggio  peppoluong il Lun Gen 19, 2009 1:27 am

COME SI ORIENTA LA CARTA

La carta topografica è la rappresentazione simbolica e rimpicciolita di un territorio visto dall'alto.
Poiché ogni luogo ha un suo "nord", anche la carta topografica deve rappresentare i territori orientati rispetto al nord. Per convezione, sulla carta topografica i punti cardinali sono cosi disposti
- il Nord è in testa al foglio (nella parte alta per chi legge).
- il Sud è sulla parte bassa
- l'Est è a destra del foglio
- l'Ovest è a sinistra del foglio.
Per leggere correttamente una carta topografica è quindi necessario "orientarla" in pratica disporre il disegno nella stessa posizione del territorio. Ciò permette un facile confronto carta-terreno.
Infatti, osservando sulla carta topografica un punto e riscontrando che esso è davanti al punto in cui siamo noi sarà facile individuarlo nella realtà guardando davanti a noi.
Lo stesso accade per qualche cosa che sulla carta risulti a destra del punto in cui ci troviamo: nella realtà potremo vederla sulla nostra destra, ecc… ecc…

Per orientare la carta, poggiarvi sopra la bussola, poi ruotate il foglio su se stesso fino a che l'ago magnetico della bussola (la parte rossa magnetica) sarà rivolto verso la "testa" della carta (l'ago magnetico sarà anche parallelo al bordo).
Una carta topografica è orientata quando il nord del disegno è rivolto verso il nord della terra
COME INDIVIDUARE LA DIREZIONE DA PRENDERE

Individuate sulla carta topografica il punto in cui siete e quella dove volete andare, poi scegliete, sempre sulla carta, il percorso migliore. Individuato il percorso sulla carta bisogna passare alla realtà, cioè effettuare il percorso sul terreno. E' in questo momento che la bussola può diventare indispensabile. Anzitutto tenete presente che il percorso scelto potrebbe avere inizialmente una direzione diversa dalla direzione della vostra meta, perché non sempre si può andare dritti verso l'obiettivo.

Tutto sarebbe facile se per raggiungere la meta bastasse seguire una strada, ovvero una "linea conduttrice", (un muretto un ruscello, una linea elettrica) lungo la quale si trovi il punto di arrivo: basterebbe guardarsi intorno, individuare la "linea conduttrice" e tutt'al più fare attenzione a non andare....nella direzione opposta. In una zona priva di riferimenti (un deserto, un ghiacciaio, un bosco senza particolari elementi caratteristici) invece è quasi impossibile trovare la direzione se non si usa la bussola.
Per riuscirci dovete agire cosi:

l. appoggiare sulla carta la bussola con il perno dell'ago sopra il punto in cui siete e la "punta" verso il punto che volete raggiungere (potete anche collegare i due punti con il lato della bussola o con una penna);

2.Prendete carta e bussola in mano e tenendole ben ferme insieme in questa posizione, rivolgete la "punta" della bussola davanti a voi senza preoccuparvi del nord e della direzione dell'ago magnetico (se è necessario, ruotate la carta su se stessa fino a mettere la punta in avanti);

3. Girate su voi stessi (la punta della bussola sarà come un "radar" che ruota con voi) fino a che l'ago magnetico sarà nella stessa direzione del Nord della carta.
Ora la punta della bussola indica la direzione da prendere!

NOTA: per mettere l'ago magnetico e il Nord della carta nella stessa direzione, avete ruotato la carta non l'ago magnetico, poiché il NORD non si sposta, il NORD rimane sempre dov'è.

Ogni volta che che si parte da un punto per raggiungerne un altro dovete orientare la carta (cioè far corrispondere il nord della carta con l'ago magnetico) e guardare verso il punto da raggiungere.

Quando procedete lungo un percorso complesso, che comporti qualche difficoltà d'orientamento, dovete leggere spesso la carta e seguire attentamente sul terreno le sue indicazioni (seguite ad esempio un sentiero fino a raggiungere un muretto, quindi girate a sinistra e procedete lungo il muretto per 100m. poi con la bussola individuate la direzione da prendere per raggiungere una grotta lontano do voi circo 50m.e camminate dritti aiutandovi con la bussola, ecc.).In questo modo saprete in ogni momento dove siete e non correrete il rischio di perdervi.
COME PROCEDERE SU DI UN PERCORSO RETTILINEO

In una zona priva di riferimenti (un deserto, un ghiacciaio, un bosco senza particolari elementi caratteristici) l'unico aiuto possibile per mantenere la direzione è la bussola.

Il concetto fondamentale da ricordare in questi casi è che la direzione è una linea retta tra voi e la vostra meta cosi come un'altra linea parte da voi e si dirige verso il nord.

Queste due linee formano un angolo detto "azimut" la bussola serve o misurare sulla carta questo angolo ed a riportarla nella realtà. Per navigare dritti basta procedere mantenendo sempre la stesso angolo rispetto al nord

operare nel seguente modo:

appoggiate la bussola sulla carta, con il perno dell'ago sopra il punto in cui siete e la "punta" verso il punto che volete raggiungere (potete anche collegare i due punti con il lato della bussola);
tenete ben fisso la bussola in questo posizione e ruotate la capsula sino a posizionare la freccia interna (freccia di orientamento) in direzione del nord della carta.
Staccate la bussola dalla carta ed impugnatela correttamente (con la "punta" rivolta in avanti), poi girate su voi stessi; la punta della bussola sarà come un "radar" che ruota con voi fino a che l'ago magnetico sarà sopra la freccia di orientamento (esattamente sovrapposto).
con questa operazione siete passati da un angolo misurato sulla carta all'angolo reale della vostra direzione rispetto al nord.
Ora la punta della bussola indica la direzione da prendere!

Incamminatevi in tale direzione facendo attenzione a che l'ago magnetico rimanga sempre sopra la freccia di orientamento (se l'ago si sposta a sinistra della freccia vuol dire che state deviando a destra e viceversa!).

Questo tipo di navigazione, viene detta "navigazione all'azimut" perché segue costantemente un angolo rispetto al nord, è valida sola per tratti brevi di max. 3/400 m., essendo quasi impossibile procedere più a lungo perfettamente in linea. E' bene farne uso quando non vi sono altri punti di riferimento descritti sulla carta. Per tratti maggiori è consigliabile procedere con un compagno che si posizioni ad una breve distanza (100/150m) esattamente nella direzione indicata dalla bussola e da quel punto ripartire per un nuovo rilevamento, tante volte quanto è necessario per raggiungere un punto noto.
COME INDIVIDUARE UN PUNTO SULLA CARTA

Durante un'escursione il cui percorso non richiede l'uso della bussola né un costante controllo della carta, vi capita di nota re poco lontano qualche coso di interessante, oppure volete conoscere il nome della contrada che state per raggiungere. Come fare?

Prendete la carta ed orientatela. Poi cercate di individuare su di essa la vostra posizione (ad es. ricostruendo il percorso compiuto fino a quel momento) e verificate se gli elementi geografici che vi circondano (una pozza vicino a voi, un bivio del sentiero, una casa, un avvallamento il pilone di una linea elettrica, ecc.) ci sono anche sulla carta intorno al punto in cui ritenete di essere. Se tutto corrisponde, se cioè avete individuato correttamente sulla carta la Vostra posizione, potete partendo da esso, individuare sulla carta il punto che state osservando e che vi interesso. Si fa cosi:

1.Rivolgete la "punta" della bussola verso il punto che vi interessa

2.Mantenendo la bussola in quella direzione ruotate la capsula sino a posizionare la freccia interna ("freccia di orientamento") sotto l'ago magnetico

3.Ponete la bussola sulla carta topografica con il perno dell'ago magnetico esattamente sopra al punto in cui vi
trovate.

4. Ruotate la bussola fino a che la freccia di orientamento sarà rivolta verso il nord della carta
Ora la punta della bussola indica sulla carta il punto che avete osservato!
COME INDIVIDUARE UN PUNTO SUL TERRENO

Avete notato, sulla carta, che a qualche centinaio di metri da voi c'è qualcosa di interessante e volete osservarla. Si tratta in definitiva di individuare una direzione, pertanto agite come indicato nella "DIREZIONE DA PRENDERE".

Poi valutate sulla carta la distanza dell'oggetto rispetto o voi ed effettuate l'osservazione.

Valutare le distanze sulla carta è facile utilizzando gli appositi "scalimetri della bussola" regolati sulle principali scale delle carte escursionistiche o da orientamento.

Per calcolare una distanza partendo dalle indicazioni della carta si tenga presente che 1cm. corrisponde nella realtà a tante migliaia di centimetri quante sono indicati sulla scala (1:10.000; 1:15.000; 1:25.000; 1:50.000).
Basterà togliere due zeri al numero indicato sulla scala ed il valore indicherà il rapporto in metri (l:100 m - 1: 150 m -1:250 m -1:500 m).

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Re: ORIENTERING

Messaggio  peppoluong il Lun Gen 19, 2009 7:56 pm

Le carte vengono denominate in base alla scala. Geografiche se hanno una scala maggiore di 1:1.000.000;
Corografiche se la scala è compresa fra 1:1000.000, Topografiche se la scala è compresa fra 1:10.000 e i 1:100.000;

Mappe e piante se la scala è inferiore a 1:10.000. In Italia esistono vari tipi di carte che rappresentano l'intero territorio nazionale, come le carte del Touring Club o dell'Automobil Club, oppure aree particolari di esso (un gruppo montuoso, un parco nazionale, ecc.), come ad esempio le carte del Club Alpino Italiano (C.A.I.) o di altri editori. Ognuna di queste carte risponde a scopi diversi perchè si rivolge a persone diverse (escursionisti, naturalisti, studiosi,ecc.). le carte topografiche dell'I.G.M. Le carte usate più speso nelle attività scout sono quelle dell' I stituto G eografico M ilitare (I.G.M.), alla scala 1:25.000 e, per le zone dove sono disponibili, le nuove carte scala 1:50.000.
Le carte dell'I.G.M. coprono tutto il territorio nazionale, sono molto precise, ma purtroppo non sempre sono molto aggiornate.

L'I.G.M. pubblica vari tipi di carte a scale diverse: in scala 1:100.000, in scala 1:50.000, in scala1:25.000 e altre. le carte pi6ugrave vecchie sono stampate in bianco e nero, le più recenti sono a colori.
La carta alla scala 1:100.000 è detta Foglio. Per coprire tutta l'Italia vi sono 285 Fogli, ciascuno dei quali copre un'area di circa 40 X 40 km ed è indicato da un numero. Ogni Foglio è composto da 4 Quadranti e da 16 Tavolette.
Vediamo meglio come funzione questa suddivisione.

Ogni Foglio è suddiviso in 4 Quadranti alla scala 1:50.000, numerati con cifre romane (I,II,III,IV), ciascuno dei quali copre un'area di circa 20 X 20 km. Ogni quadrante è suddiviso in 4 Tavolette alla scala 1:25.000, individuate dai punti cardinali (NE,SE,SO,NO), ciascuna delle quali copre un'area di circa 10 X 10 km. Oltre a ciò, tutte le carte toografiche dell'I.G.M. sono contrassegnate anche da un titolo.

Quindi per indicare in maniera completa una Tavoletta vi sarà il numero del Foglio, il numero del Quadrante e la denominazione della Tavoletta.
Ad esempio, 28 I NE Monte Rosa significa: Foglio 28, Quadrante I, Tavoletta NE, titolo Monte Rosa.
Per alcune zone esiste anche una ulteriore suddivisione della Tavoletta in 4 Sezioni alla scala di 1:10.000.

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Re: ORIENTERING

Messaggio  Frank il Lun Gen 26, 2009 11:22 pm

Il Cross Orientamento
Il Cross-Orientamento è un ottimo mezzo per imparare le tecniche dell'orientamento e della topografia.
È conosciuto anche con il nome di Orienteering. Il Cross-Orientamento è un itinerario a cronometro da percorrere a piedi, individualmente o di Squadriglia, con l'aiuto di una bussola ed eventualmente di una carta topografica.
Nel raggio di 2 km sono segnati 5 o 6 punti facilmente identificabili (alberi, rocce, ecc.). Su ogni punto vi è un cartello di colore bianco-arancione o bianco-rosso, denominato "lanterna"., sistemato in modo da essere visibile solo all'ultimo momento. Nei pressi del cartello sono posti dei cartoncini da prendere oppure vi è una scheda da firmare per dimostrare che sei passato da quel punto.
Alla partenza ti viene consegnata una carta topografica sulla quale sono segnati i punti da raggiungere. Con il solo aiuto della bussola, dovrai passare per tutti i punti nel minor tempo pèossibile, seguendo l'itinerario che ritieni più vantaggioso. Vince chi arriva al traguardo impiegando il minor tempo. Nel Cross-Orientamento è importante rendersi conto delle distanze da percorrere. Misurando sulla carta le distanze e conoscendo la tua velocità mediae di corsa, puoi valutare il tempo necessario.
Se vi sono dislivelli, o se vi è una vegetazione fitta, dovrai aumentare il tempo previsto. Il Cross-Orientamento può anche essere realizzato dando ai concorrenti un azimut per raggiungere il primo punto e la lista degli azimut successivi che ti permetteranno, una volta giunto sul primo punto, di raggiungere il secondo, da qui di raggiungere il terzo e così via.
Il primo punto da raggiungere ti può essere indicato attraverso le coordinate del punto stesso da individuare su una cartina topografica. può anche esserti richiesto di riportare sulla carta topografica la posizione dei punti successivi.
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